BardoQ

Resoconto della gara di Bardonecchia

La terza tappa di questa stagione ci porta a Bardonecchia nell’estremo ovest d’Italia, a pochi chilometri dalla Francia, per il BardoQ. E’ una gara alla sua prima edizione, sviluppata in modo molto semplice, senza fronzoli particolari ma nel quale tutto ha funzionato alla perfezione, pur ospitando quasi 30 team. Inoltre la location era a dir poco di incanto, a ridosso delle piste da sci, completamente prive di neve in questo periodo, circondata dalle splendide montagne della Val di Susa, cornice perfetta per molte foto d’atmosfera.

Sportivamente ricorderemo a lungo questo weekend non solo per il secondo posto sul Brisket e per il primo sul Pork, ma soprattutto per avere ottenuto su quest’ultima preparazione un perfect score, ovvero il massimo punteggio ottenibile. E’ la prima volta che accade ad una squadra italiana su una delle quattro categorie ufficiali KCBS e una delle poche volte in cui accade ad una squadra europea. Conserveremo la spilla commemorativa come uno dei ricordi più belli. Purtroppo ai giudici non sono piaciute le altre due nostre preparazioni, in particolare il pollo e nella classifica overall non andiamo oltre un undicesimo posto. Ci siamo consolati vedendo sui due gradini più alti del podio due squadre formate da nostri grandi amici: Gli Sticky Fingers, Grand Champion e i Bros Hog, Reserve Grand Champions. Complimenti dai Barktenders ragazzi!

Chiudiamo come di consueto con le cinque cose che ci portiamo a casa da Bardonecchia:

  1. Vedendo nei giorni scorsi le infauste previsioni che vedevano cattivo tempo e temperature abbondantemente sotto zero, ci siamo attrezzati come per andare a fare una spedizione in Antartide. Ci siamo ritrovati in maglietta di giorno e felpina la sera. La realtà è che domenica sera ero completamente scottato sulla faccia e sul coppino, cosa che non mi era successa nemmeno a giugno in Camargue!
  2. Amici che da anni sono degli abitué di Bardonecchia, venuti in visita alla nostra postazione mi hanno portato dei cioccolatini caratteristici del luogo che dovete assolutamente provare. Sono i Bardonecchiesi. Assomigliano a dei cuneesi (per chi non li conoscesse, delle meringhette al cioccolato, imbevute di rum e ricoperte di cioccolato) ma molto più delicati e con diverse varianti, alla mandorla, al marron glacé, al genepì. Se vi capita provateli, sono davvero notevoli.
  3. Devo ammettere di non essere mai stato un grandissimo amante del Gin Tonic. Il caso ha voluto che in questa gara fossi circondato da due squadre che sull’argomento sapevano dire la loro. Da una parte avevo il buon Roberto Granatiero e dall’altra il mitico Puccio Garutti dei nostri grandi amici Torino Ribs. Sono riusciti a realizzare due Gin Tonic molto diversi ed entrambi buonissimi su un cocktail che mi era sembrato abbastanza banale fino a quel momento. Continua a non essere il mio long drink preferito ma devo ammettere che se fatto bene ha il suo perchè.
  4. Per chi non è avvezzo alle gare, spiego che per avere una cottura corretta di alcuni tipi di carne, devi cuocerne tagli piuttosto grandi, dei quali però utilizzi un quantitativo ridicolo da mettere nei box destinati ai giudici, giusto un assaggio per ciascuno. Gli organizzatori di solito danno facoltà ai team di dare il resto al pubblico al quale viene lasciata facoltà di lasciare una mancia, destinata poi in beneficienza. Siccome tutto il mondo è paese, generalmente se queste iniziative si tirano su 30€ a team è tanto. Al BardoQ l’organizzazione ha avuto la bellissima idea di raccogliere dai team tutta carne avanzata dalla preparazione dei box e di rivenderla al pubblico, sempre destinando il ricavato in beneficienza. L’iniziativa ha funzionato, con code considerevoli, un bell’incasso e la soluzione è risultata molto comoda anche per i team che si sono potuto dedicare immediatamente alla preparazione successiva. Grande pensata, da prendere come esempio.
  5. Sabato notte parlando con degli amici stranieri, mi dicevano che gli piace partecipare alla competizioni in Italia, perché c’è un livello di socializzazione più alto che non in altri paesi. Pur avendo fatto diverse gare all’estero mi sono reso conto per un secondo che do per scontato qualcosa che forse non lo è. Alla sera il Bardo Q è diventata una grossa piazza, dove praticamente tutti i team hanno mangiato insieme, portando ciascuno qualcosa. Abbiamo mille difetti, ma bisogna riconoscere che effettivamente in questo siamo molto bravi.

Si chiude quindi anche la tappa del BardoQ ma non facciamo quasi a tempo a disfare i bagagli perché venerdì si riparte per Salisburgo e per il BBQ Bulls Championship.

* Alcune immagini sono state presa da Facebook  dal profilo di molti amici presenti. Se qualcuno riconosce la sua foto e non la volesse presente nello slide show, non esisti a comunicarcelo e la rimuoveremo immediatamente
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