BBQ Bulls Championship

Resoconto della gara di Salisburgo

La quarta gara della stagione 2017 ci riporta in Austria, nella bellissima Salisburgo. I BBQ Bulls di Helmut Karl, organizzatori dell’evento, festeggiavano i loro vent’anni di attività e per l’occasione hanno allestito un evento davvero di prim’ordine, ben organizzato e che è stato in grado di coinvolgere molto pubblico. Degna di nota è stata la bellissima cena con birra a fiumi, offerta ai team il sabato sera. Non ci è capitato molte altre volte. Tutti i nostri molti amici austriaci, sia tra i team che tra i giudici sono persone meravigliose e in Austria ci veniamo sempre volentieri. Questa esperienza è andata solo a confermare quelle precedenti.

Dal lato sportivo non abbiamo fatto una prestazione eccezionale: ci portiamo a casa due walk su Pork (6°) e Brisket (7°) per un piazzamento overall che non va oltre il 12° posto. I nostri complimenti vanno al nostro amico Richard di iQ per il meritatissimo Grand Champion e agli austriaci Knockstone BBQ per il RGC. A questi si aggiungono quelli doverosi ai nostri amici Sticky Fingers, che dopo il Grand Champions a Bardonecchia, centrano un altro grande risultato con uno splendido terzo posto. Una menzione particolare va ad Alessandro Muscas per un primo posto nel Brisket a nostro parere davvero meritato.

Chiudiamo come di consueto con le cinque cose che ci portiamo a casa da Bardonecchia:

  1. Questo contest rappresenta il manifesto che deve essere fatto vedere a chiunque ponga dei dubbi sulla sostenibilità economica e non, del circuito. Si tratta di un evento alla sua quarta edizione, organizzato in una zona periferica, apparentemente un quartiere a se stante, lontano dalle masse turistiche. Nonostante questo, gli organizzatori sono riusciti, a creare intorno ad una gara con 34 team iscritti, già di per se di non semplice gestione, una vera e propria festa, che ha portato una quantità di persone davvero considerevole. La domenica, giorno di gara è stata dedicata alla somministrazione al pubblico all’interno e all’esterno di un grande tendone, che ha avuto un grande successo. Aggiungiamoci un bel merchandising, con magliette, cappellini, spille, piccoli intrattenimenti a pagamento, come il toro meccanico di fronte al campo gara e nella sua semplicità si avrà la ricetta per una gara barbecue efficace ed efficiente. I nostri complimenti agli organizzatori.
  2. Se vi ricordate il nostro racconto del West, la notte precedente alla gara, nella nostra tenda si era creata in modo spontaneo una bellissima festa con un sacco di persone coinvolte. In questa occasione abbiamo vissuto un’esperienza agli antipodi  ma altrettanto piacevole e divertente: Nel nostro gazebo sono venuti a trovarci gli Sticky Fingers ai quali si sono poi aggiunti i nostri grandi amici Stephan e Petra e tutti insieme abbiamo tirato le prime ore del nuovo giorno bevendo i Gin Tonic del buon Muscas, mangiando Rubia Gallega e gli spiedini del simpaticissimo Mariusz. Meno movimentata della festa al West ma le risate sono state le stesse.
  3. Confessiamo di non essere particolarmente amanti delle extra category. Generalmente le disertiamo o se dobbiamo farle tendiamo a non dedicargli più di tanta attenzione. Non che in questa Mistery Box sia stato molto diverso ma almeno ci siamo divertiti: abbiamo voluto giocare, creando una ricetta in dieci minuti, utilizzando solo quello che ci siamo trovati davanti sul tavolo e senza esserci portati nessun ingrediente da cucina da casa, nemmeno l’olio. Tutto sommato ne è venuto fuori anche piatto dignitoso, finito all’undicesimo posto.
  4. In Austria rimaniamo sempre un po’ spiazzati dagli orari, cosi diversi da quelli a cui siamo abituati noi: i bar aprono molto tardi, a metà pomeriggio del sabato chiudono i supermercati e se intendono un orario intendono esattamente quello, non un minuto in più. Non siamo abituati ed inevitabilmente noi li troviamo scomodi, però mi ha colpito il notare la medesima impressione espressa da chiunque con cui abbia parlato di questo argomento: è un’impostazione che ha un senso e in questi posti si deve vivere bene.
  5. Nel tendone nel quale è stata offerta la cena ai team, alle pareti sono stati appesi i banner neri dei BBQ Bulls, riportanti il nome del team ed il paese di provenienza che l’organizzazione del Jack Daniels Invitational regala ad ogni squadra a ciascuna edizione. Io ne ho contati sette (!), e vederli li tutti in fila fa una certa impressione se si considera che oggi anche i team europei più forti non ne hanno più di 3, il che testimonia più di ogni altra parola i vent’anni di storia di questa squadra.

Si chiude quindi anche questa tappa. Dobbiamo ammettere che tre competizioni in quattro settimane sono state abbastanza pesanti e che tutto sommato accogliamo volentieri il mese di pausa prima del Brew’n’Q. Naturalmente questo è quello che diciamo oggi. Da domani non vedremo l’ora della prossima gara.

* Alcune immagini sono state presa da Facebook  dal profilo di molti amici presenti. Se qualcuno riconosce la sua foto e non la volesse presente nello slide show, non esisti a comunicarcelo e la rimuoveremo immediatamente
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