Il nostro Meat Smoke and Beer on Ice

Il resoconto della gara di Weissensee

In questi anni di competizioni abbiamo visto il barbecue esplodere in Europa e moltiplicare in modo esponenziale il numero di gare presenti a calendario. Ciò che amo però dell’Europa rispetto ad altri continenti è la sua profonda e complessa eterogeneità: potresti prendere un treno al mattino e a fine giornata essere passati dal mare all’oceano passando per paesaggi montani, aver ascoltato lingue diverse ad ogni stazione, attraversando secoli di storia da città portuali a rocche fortificate. Non stupisce quindi che molto spesso iscriversi ad una nuova competizione significa partecipare al battesimo di un evento a suo modo unico nel suo genere. Probabilmente Il Meat Smoke and Beer on Ice è la perfetta esemplificazione di questo concetto.

Se vi ricordate, l’anno scorso vi avevamo gia racontato di una gara con questo nome. Quest’anno Armin Oberndorfer ha deciso di estendere la gara di Wels del 2017 ad un trittico di eventi interamente svolti in Austria, che parte da questo primo appuntamento a Weissensee e si conclude in autunno a Graz (per ulteriori dettagli consultate il calendario gare 2018). Ciò che rende unica questa gara è la location: immaginate un lago profondo 90 metri e 18 squadre intente per due giorni a fare barbecue sulla sua superficie ghiacciata. Unite a questo i paesaggi mozzafiato della bellissima Carinzia e avrete i contorni dell’esperienza davvero incredibile che abbiamo avuto l’opportunità di vivere in questo weekend.

La gara si è svolta ai bordi della pista di pattinaggio creata all’interno del perimetro del lago ed è stato davvero singolare vedere la curiosità con la quale gli skaters si avvicinavano a quegli strani oggetti fumanti lungo il loro percorso. Rispetto all’esperienza del mese scorso al WEST, le temperature ci hanno graziato: solo la settimana precedente da queste parti si sono toccati i 24°C sotto zero ma in questo weekend si sono mantenute in un confortevole range 0°C-4°C che ha consentito a tutti i team di vivere con rilassatezza anche fasi critiche come l’overnight. Sotto il profilo organizzativo è andato tutto bene nonostante le condizioni totalmente inedite per una gara barbecue e di questo va dato atto al nostro amico Armin di aver fatto un bel lavoro.

Sotto quello sportivo non è stato invece un weekend memorabile per noi ma ci portiamo ugualmente a casa un terzo posto sul Brisket a pari punteggio con il secondo posto degli amici Bros Hog, perso a causa del più basso sesto voto droppato (per curiosità sul funzionamento del mondo delle competizioni leggi qui) e un complessivo decimo posto Overall. I nostri più grandi complimenti vanno ai nostri amici belgi BBQ+, Grand Champion e autori di una gara stratosferica, andando vicino alla fatidica soglia dei 700 punti e White Squirrel BBQ, Reserve Grand Champion. Una menzione di merito a due squadre italiane giovani come i Friuli Violent Grillers e i Luna Smoke che hanno saputo conquistare oltre ad un primo posto Ribs, due ottime call nella classifica overall (rispettivamente 7i e 8i). Bravissimi ragazzi, continuate cosi!

Chiudiamo come di consueto, con la classifica dei cinque ricordi più belli che ci rimarranno del Meat Smoke and Beer on Ice:

  1. Durante questa gara è venuto a farci visita il nostro sponsor ed amico Federico dal Lago e ci ha portato in omaggio un Campanello di Manzo che ha raggiunto la ragguardevole soglia di quasi 600 giorni di frollatura. Non è la prima volta che succede e non si tratta certo di una novità per noi: Federico molto tempo addietro aveva selezionato una mezzena, se la è sezionata nelle sue parti anatomiche con l’intento di provare delle frollature estreme per uso personale o per gli amici e man mano che il tempo passava ci sono arrivate da provare diverse chicche. Tutti quelli che approcciano le frollature estreme hanno la convinzione che questo significhi andare incontro a sensazioni molto forti, maschie. A valle delle esperienze vissute durante i mesi e culminante adesso con questa degustazione, vi posso dire che francamente non è così. Se vi ricordate, ho scritto anch’io un post dove degustavo delle costate frollate 100 giorni, raccontando sensazioni di quel tipo ma in quel caso avevo la netta sensazione che fossimo al limite dell’invecchiamento che quella carne potesse sopportare. Ogni volta che ho assaggiato i tagli di questa mezzena ho invece avuto la sensazione di una carne che potesse tranquillamente rimanere in cella per un tempo altrettanto lungo senza assolutamente patirne. Nessun profilo spigoloso o eccessivamente marcato ma anzi delicati e complessi profumi terziari di charcuterie. Anche la frollatura, un po’ come tutte le cose, bisogna saperla fare.
    Meat Smoke and Beer DryAged Meat
    Meat Smoke and Beer DryAged Meat
    Meat Smoke and Beer DryAged Meat
  2. Forse vi ricordate il nostro raconto del Tàllya Master Series, la prima gara KCBS in Ungheria e per la totalità delle squadre nazionali presenti. Vi parlavamo di avere avuto l’impressione di essere entrati in contatto con un nazione con una grande propensione naturale verso per il barbecue, per cultura, per storia. Alla fine del racconto pronosticavamo che avreste sentito ancora parlare delle squadre ungheresi. A questa gara partecipavano tra gli altri i KGB, la squadra ungherese che aveva vinto proprio il Tàllya Master Series. Qui al Meat Smoke and Beer di Weissensee i KGB hanno offerto un’altra bella prestazione piazzandosi terzi. Con i KGB la sera del nostro arrivo ci siamo soffermati fino a tarda ora a chiacchierare e a bere insieme, dimostrandosi ragazzi molto simpatici oltre che davvero talentuosi. Lo confermiamo oggi più di ieri: le squadre ungheresi sono di livello e ne sentirete parlare spesso in futuro.
    KGB at Meat Smoke and Beer
    KGB at Meat Smoke and Beer
    KGB at Meat Smoke and Beer
  3. Il Meat Smoke and Beer è stata l’ennesima gara in cui sentiamo dire dai giudici di quanto fosse alto il livello tecnico e nella quale assaggiando le preparazioni delle squadre concorrenti, noi stessi ci siamo accorti di quanto difficile debba essere stato il giudizio. Il fatto è che la qualità media nelle competizioni barbecue anno dopo anno sta drasticamente aumentando. Le squadre forti e pericolose sono sempre di più, quelle nuove imparano sempre più in fretta. Mi ricordo nettamente le mie prime gare nel circuito, nelle quali non mancava quasi mai qualche squadra improvvisata del paese ospitante con un gazebo da 100€ e due smoker di recupero, fatte da due amici che solitamente trovavi sbronzi su una sdraio il sabato notte mentre tu ti apprestavi a fare i box e che immancabilmente il giorno dopo finiva ultima. Oggi chi finisce ultimo come minimo ha un’azienda di catering e uno smoker semiprofessionale oltre ad essere organizzata e molto concentrata. Una gara barbecue è ogni giorno di più come una corsa in Formula 1, dove la differenza tra il primo e l’ultimo è una questione di decimi di secondo e in competizioni difficili come quelli di ieri, per finire in call devi fare un barbecue eccezionale perchè semplicemente buono non basta.Teams at Meat Smoke and Beer
  4. Nel corso degli anni ho visto postare su facebook da parte di molti miei amici stranieri, soprattutto Olandesi (non so perchè) grandi elogi per un Rum chiamato Kraken. Da come ne parlavano sembrava un Rum molto famoso da quelle parti ma personalmente non avevo mai avuto l’opportunità di assaggiarlo, forse perchè in Italia è praticamente irreperibile (mai visto in nessun Bar, Enoteca o Cash&Carry). Di fianco a noi in questa gara c’erano i simpaticissimi Masters of Fire con i quali ci siamo scambiati reciprocamente vari assaggi, tra i quali finalmente il famoso Kraken. Premetto che non si tratta certamente di un Rum da degustazione. E’ abbastanza “facile” da bere, dolce, liquoroso e speziato, soprattutto di vaniglia e cannella. Si tratta di un Rum abbastanza atipico, sembra quasi un liquore aromatizzato al Rum. In definitiva a me è piaciuto molto. Probabilmente non è quel tipo di Rum che berrei in meditazione davanti al camino acceso ma per un ritrovo chiassoso e conviviale tra amici come è una gara, è perfetto! Se vi capita provatelo.
    kraken at Meat Smoke and Beer
    Credits: 31dover.com
  5. Come si diceva in premessa, negli anni abbiamo avuto occasione di vedere location davvero particolari dove organizzare una gara eppure riusciamo sempre a vedere qualcosa in grado di stupirci. Weisensee è un singolare melange tra una stazione balneare estiva e una stazione per sport invernali nei mesi freddi. Pensate ad una località di mare e immaginate di vederla andare a 20°C sotto zero, come se fossimo in una scena di The Day After Tormorrow: banchine del porticciolo immerse nel ghiaccio, barche congelate nella posizione in cui sono state lasciate a fine stagione, cabine dei Bagni sommerse sotto un metro di neve, capanni di pescatori riadibiti a locali chiusi e con le stalattiti alle gronde. Immaginate adesso però di non vedere una città dormiente ma attiva e frequentata, con moltissime persone iperattrezzate che vengono a pattinare sulla gigantesca pista creata sulla superficie del lago, negozi di attrezzatura sportiva con in vetrina qualsiasi cosa inerente il pattinaggio su ghiaccio, bar sulla strada principale con famiglie intente a riscaldarsi con una cioccolata calda e ristoranti perennemente pieni. E’ un mix spiazzante se non lo conosci.Weissensee Meat Smoke and Beer

Anche la seconda gara stagionale è giunta al termine ma l’intenso e omogeneo calendario di quest’anno non ci farà aspettare molto per il prossimo appuntamento a marzo, questa volta in Italia al War of BBQ di Noventa di Piave.

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