Il Nostro Black Forest II

Resoconto della gara di Bad Bellingen

Il Black Forest di quest’anno era particolarmente atteso. La competizione si è notevolmente allargata, arrivando a toccare quasi 50 team in fase di iscrizione, il montepremi si è considerevolmente arricchito ma soprattutto la location è stata spostata dalla sede di una casa vinicola al suggestivo comprensorio termale di Bad Bellingen. L’attesa non è stata delusa: il Black Forest II è stato un evento splendido, ottimamente organizzato e che ha saputo raccogliere un pubblico ragguardevole.

Sotto il profilo sportivo si è trattata di una gara molto impegnativa e molto equilibrata con 18 Grand Champion tra i partecipanti,  tutte e 4 le squadre europee appartenenti al club 700+ e quasi tutte quelle appartenenti al club 180 della KCBS. Per arricchire il quadro ci facevano compagnia tre tra le migliori squadre italiane dell’anno. Il Grand Champion è andato agli austriaci Schluchtengriller ed il Reserve ai nostri amici Miss Piggy’s UK che dopo alcuni mesi di assenza sono tornati con due secondi posti in poche settimane. I nostri complimenti vanno ad entrambi e agli amici Sticky Fingers e Smoke’n Fire, bravissimi nell’aggiudicarsi una call overall in una gara davvero molto difficile. Purtroppo si è trattato per noi della classica “giornata no”, nella quale quasi nulla sembra essere andata per il verso giusto e portiamo a casa solo una walk sul solito Pork (6°). Ci rimane comunque il divertimento di un weekend vissuto davvero intensamente insieme a tutti gli amici della barbecue family, in un evento dall’eccellente livello organizzativo, che merita assolutamente di essere visto.

Chiudiamo quindi con la consueta classifica delle cinque cose che portiamo a casa da Bad Bellingen:

  1. Quando avevamo raccontato le nostre esperienze al Meat, Smoke and Beer Festival e al BBQ Bulls Championship in Austria, avevamo già accennato questo concetto ed il Black Forest II ne rappresenta un’ulteriore dimostrazione. In Austria e Germania hanno un concetto molto preciso riguardo l’impostazione di queste genere di manifestazioni: la gara è solo una parte dell’evento ed il focus è il pubblico. Il Black Forest da questo punto di vista era perfetto: in un parco molto bello e con con molto spazio a disposizione, un percorso pedonale dedicato agli espositori divideva due piazze, una dedicata alla gara, con comunque al centro uno stand di vendita al pubblico dell’ottimo vino locale al bicchiere e l’altra dedicata alla somministrazione con ogni genere di street food a tema ed uno stand per la birra al centro. Come da programma, c’è stata moltissima gente, nonostante il clima incerto e a fine evento si è visto anche qualche sold out. Ne sono sempre più convinto: questa è l’impostazione giusta e noi dovremmo imparare da loro.
  2. Il Black Forest I mi era piaciuto molto. Una gara all’interno di una casa vinicola è stata sicuramente un’esperienza interessante ma l’idea di spostare l’evento presso una stazione termale è stata davvero geniale. L’organizzazione impeccabile di Michael Koepf dei Dragon BBQ ha messo a disposizione di tutti i partecipanti la possibilità di ingresso gratuito alla splendida struttura di Bad Bellingen, dotata di vasche a diverse temperature, idromassaggio e lazy river. La sensazione di buttarsi distrutti nell’acqua calda prima della premiazione e dopo la solita pesante overnight, la frenesia del turn in ed avere pulito e smontato la postazione, è una sensazione impagabile che ricorderò a lungo.
  3. Il sabato a mezzogiorno abbiamo deciso di improvvisare un pranzo a tema Wurstel di varie tipologie e formati, riprendendo la bella tradizione iniziata lo scorso anno al Black Forest I. Al supermercato c’era di tutto e ci siamo fatti un po prendere la mano: siamo tornati con le cose più assurde, tra cui würstel di unicorno dall’improbabile colore viola (in realtà würstel allo speck e barbabietola, con pezzetti di mela nell’impasto, una schifezza inenarrabile) e asiatici dal colore verde (al wasabi e curry). Ne è venuto fuori un rainbow sausage party in cui abbiamo più riso che mangiato ma queste alla fine sono quel genere di cavolate che nel tempo ti ricorderai di una competizione. C’è la cassiera del supermercato che sta ancora ridendo….
  4. Angolo Pedagocico. Il Black Forest II è stata la terza gara a cui ho portato mia figlia maggiore Arianna, di 9 anni, dopo il Brixia l’anno scorso ed il Prime Uve quest’anno. Nessuna agevolazione: è arrivata con noi in Germania a sera inoltrata, ha cenato con una pizza schifosa nell’unico locale aperto alle 22.30, ci ha dato una mano a montare il campo gara il sabato mattina, è stata con noi tutto il tempo e la sera ha dormito in macchina, esattamente come abbiamo fatto noi. Vinti gli iniziali timori (più che altro di sua madre), ogni volta di più mi convinco che sia una gran cosa. Ogni gara è strutturata più o meno nella stessa maniera: gli interpreti sono bene o male sempre gli stessi, persone che conosci magari da anni, l’ambiente è aperto ma in realtà molto definito e circoscritto. Di volta in volta Arianna acquisisce sempre più sicurezza, va e viene da sola, conosce ormai quasi tutti e va in giro ad elargire abbracci quasi fosse tra parenti, si incontra e gioca con i figli dei membri delle altre squadre. Insomma è a suo agio, si sente sicura, si diverte come una matta e per lei è come essere in un gigantesco campeggio insieme a tanti “amici del papà”, un circo che viene spostato di volta in volta in una città sempre diversa ma che rimane in fin dei conti sempre lo stesso. Il mio personale consiglio è: se ne avete l’opportunità fate che la barbecue family diventi la famiglia anche dei vostri figli, rimarrete sorpresi di quanto ne saranno felici.
  5. Io voglio vincere, come lo vogliono tutti e quando torno a casa a mani vuote mi girano le scatole. E’ normale, se non ci fosse agonismo, non sarebbe una gara. Se però non doveva capitare a noi, sono contento che i vincitori siano stati gli Schluchtengriller. Sono ragazzi con i quali abbiamo già condiviso il campo gara in un paio di occasioni e dei quali mi ha sempre stupito la grande gentilezza e disponibilità. In questa gara la nostra postazione era esattamente di fronte alla loro. Durante l’overnight, quando tutti erano a dormire, James, che aveva il mio stesso turno notturno, mi ha fatto compagnia mentre facevo la garnish dei box e le injections sul pollo. Ad un certo punto non trovo dove sono state messe le vaschette in stagnola. Non faccio in tempo a dire “ma dove cavolo le hanno messe” che mi vedo davanti lui con due sue vaschette pronte per me. Non avevo fatto nemmeno in tempo a dirgli cosa mi servisse…

Per questa estate i nostri impegni nel circuito competitivo sono finiti. Il prossimo appuntamento è a settembre in Slovenia, per lo Slovenian BBQ Open.

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