Il Nostro WEST IV

Il Resoconto della gara di Riva di Tures

Gli ultimi sprazzi di luce della giornata ed un freddo pungente in caduta libera con il passare dei minuti, chiudono il sipario di questa edizione del WEST, nella splendida cornice delle Dolomiti a circondare la pista di sci di fondo di Riva di Tures, sede del contest. Per il quarto anno la gara organizzata dai bravissimi MIG ha dato battesimo alla stagione agonistica e io ho avuto la fortuna di viverle tutte, in un ruolo o nell’altro. Ma la cosa che rende il WEST una gara unica nel suo genere è che riesce a farlo ogni volta in maniera diversa. In fondo essere una gara estrema significa proprio questo: siamo in gennaio, in alta montagna, in uno dei punti più freddi in Italia in cui è possibile posizionare uno smoker e le condizioni climatiche giocano quindi un ruolo determinante. In questi quattro anni ho affumicato sotto tiepide (0°C ) e copiose nevicate cosi come in mezzo a gelide tempeste di vento.

Quest’anno il WEST è stato caratterizzato da splendide giornate di sole che hanno disegnato scenari indimenticabili, ma come spesso accade in montagna in presenza di cielo terso, le temperature sono state particolarmente rigide, raggiungendo in alcuni orari e in alcuni punti anche i -22°C. Per capire cosa significa, prendete un qualsiasi prodotto surgelato dal vostro congelatore 3*** e provate a tenerlo in mano per 5 minuti…. Qui non si parla solo delle ripercussioni sulle cotture ma anche di problemi pratici, come la salsa barbecue dura come un mattone o l’insalata per i box spappolata dal gelo. Senza contare le incognite legate al giudizio di un prodotto impossibile da mantenere caldo per più di un paio di minuti. E’ questo genere di cose che rende il WEST la competizione probabilmente più difficile in assoluto.

Anche in questa prima gara stagionale proseguiamo la tradizione della nostra “dieta dissociata” sui risultati: abbiamo ormai in bacheca diversi primi posti, oltre a svariati piazzamenti su tutte e quattro categorie ma puntualmente in ogni gara ne abbiamo una nella quale facciamo disastri, magari la stessa che nella gara precedente era andata a call, prendendo un punteggio cosi basso da ammazzare lo score complessivo. La consistency non è il nostro forte e questo è certo ma detto questo credo che i Barktenders rappresentino un caso di studio: solitamente i team hanno problemi con una o più categorie specifiche sulle quali lavorano per migliorare, noi siamo invece riusciti a trasformare la cosa in una sorta di roulette russa. 😀 Al WEST abbiamo raggiunto il risultato di un prestigioso primo posto nella categoria Brisket, l’ultimo che ci mancava per completare la collezione, dopo esserci andati vicini in molte occasioni, purtroppo compensato da uno score-killer sulle ribs che ci ha tolto almeno 7-8 posizioni in Overall. Alla walk sul Brisket ne aggiungiamo una seconda nella Mistery Box (5°), nella quale ci siamo inventati una sorta di Chili di Agnello e due buone calls nella nuova esperienza della SCA su entrambe le categorie Steak (9°) e Burger (8°). Il Grand Champion va agli italiani Griller Instinct e il Reserve Grand Champion agli svizzeri Gecko BBQ ai quali vanno i nostri migliori complimenti.

Per chiudere, come di consueto riportiamo la nostra personalissima classifica delle 5 cose che ci rimarranno di questa quarta edizione del WEST.

  1. Il primo pensiero non poteva che andare alla nuova esperienza del circuito SCA, relativo al grilling, che ha avuto battesimo sia in termini di certificazione giudici che di gara vera e propria. Ovviamente il cuore della competizione è la categoria Steak con la quale è nata e quindi principalmente ci riferiremo a quella. In termini di svolgimento abbiamo visto una gara snella, piacevole, leggera, che risulta appassionante pur essendo poco faticosa e concentrata in un arco di tempo breve, senza contare che richiede pochissima attrezzatura e costi molto bassi. Certamente un’esperienza molto positiva, da ripetere. Sotto il profilo del risultato, al di là dei giudizi che su una prima gara a seguito di una prima certificazione sono sempre da prendere con le pinze, la nostra sensazione è che ci sia ancora un grosso divario che separa le squadre straniere da quelle nazionali. Ci siamo evoluti, stiamo lentamente abbandonando il retaggio della bistecca che “se la carne è buona non serve metterci nient’altro” ma ancora esiste un gap sostanziale con chi è più abituato a farne una ricetta vera e propria. Abbiamo assaggiato un po’ di tutto e mediamente le bistecche che sono state presentate da team stranieri erano molto diverse e senza che ce ne voglia nessuno, oggettivamente più buone, più tenere, più intriganti. Ci arriveremo anche noi, come in tutte le cose serve tempo.
  2. Delle motivazioni dietro il successo del WEST si è parlato molto. Non si tratta certamente di una gara logisticamente agevole ne tantomeno comoda per chi partecipa eppure ogni anno esaurisce le sue iscrizioni in tempo zero e attira sempre una grande affluenza di visitatori. Spesso le ragioni vengono ricondotte al suo carattere “estremo”, al suo ergersi a “sfida per i temerari”  il che è sicuramente vero ma a mio avviso riduttivo nei confronti dei meriti degli organizzatori. Una delle grandi capacità del WEST è quella di essere sempre la stessa ma allo stesso tempo di sapersi rinnovare ogni anno. Le novità non mancano mai, piccole o grandi. Quest’anno oltre alla citata SCA, una delle più coreografiche è stata la costruzione di un grande igloo dentro il quale è stata collocata l’area giudici. Ancora una volta il WEST riesce a riproporsi come evento unico e a far parlare di se. Il successo di una competizione passa anche da questo.
  3. In merito alla logistica tra le squadre barbecue esistono due grandi linee di pensiero. Squadre come i nostri amici Bros Hog con i quali ci confrontiamo a volte su questo argomento sono grandi sostenitori del cosiddetto Trolley Barbecue o in ogni caso di una logistica ridotta all’osso come in questa occasione e un novero di team nel quale rientriamo anche noi, maggiormente propensi al “superfluo” o presunto tale, ovvero quelle che amano lavorare un pochino più comode. Non è una questione di risultati ma proprio di approccio mentale. Il WEST è forse l’occasione migliore per fare delle valutazioni. Il risultato è che parlando con i Bros emerge grande soddisfazione perchè con poca fatica hanno gestito una trasferta impegnativa, ma allo stesso tempo anche noi ci riteniamo soddisfatti, perchè qualsiasi cosa sia successa al WEST in questo weekend ci ha visto asciutti, illuminati e con acqua calda a disposizione senza correre a destra e manca per sopperire. La conclusione è che non ci sarà mai una vera conclusione: come sempre non esiste un metodo giusto in assoluto ma solo quello che maggiormente calza con le nostre abitudini e attitudini.
  4. Se vi ricordate il post relativo alla nostra partecipazione al WEST dello scorso anno, sapete che in particolare in questa gara, succede che durante la sera del sabato in modo totalmente casuale e non programmato, il nostro gazebo diventi punto di ritrovo per degustare le beef ribs di Federico Dal Lago o bere le varie grappe portate dai numerosi amici che abbiamo nel circuito e che ci vengono a trovare. Durante la serata mentre degustavamo dei tortellini al Brisket, parlando con amici stranieri si disquisiva di quale fosse il nome di un particolare formato di pasta ripiena tra i mille esistenti nella tradizione italiana. Detto fatto: attraversiamo il corridoio tra le postazioni e raggiungiamo a pochi metri la tenda degli amici Burros BBQ, originari di Modena e nella quale c’era l’ennesimo ritrovo comunitario. Naturalmente non siamo riusciti ad andarcene senza un piatto di brodo fumante e tortellini fatti in casa. Ho negli occhi lo stupore dei miei amici stranieri. Abbiamo mille difetti e forse di più ma essere italiano vuole dire questo: amare il buon cibo, fatto di mille ricette e altrettanti modi per farle e avere il piacere di stare insieme. E un piatto di Beef Ribs o di tortellini fumanti non si nega mai a nessuno.
  5. Forse non tutti conoscono i Griller Instinct. E’ una squadra non particolarmente “social”, che ha vissuto varie vicissitudini e vari avvicendamenti ma che di fatto è storica nel panorama barbecue italiano, essendo una delle prime costituite fin dalla prima edizione del IBC a Perugia. Questo per dire che quello che è successo ieri è il coronamento di un sogno dietro il quale c’è il lavoro di anni e che deve rappresentare una grandissima soddisfazione. Il modo in cui è successo rappresenta invece purtroppo è un po’ l’incubo di chiunque insegua con assiduità quel sogno e che sembra  una strofa di Ironic di Alanis Morisette: lo sappiamo, tutti noi lavoriamo e ognuno ha i suoi impegni. Gli impegni dei Griller Instinct hanno fatto si che non potessero partecipare alla award ceremony che li ha celebrati Grand Champions per la prima volta. E’ chiaramente un peccato ma che nulla deve togliere alla gioia per una giornata memorabile che questi ragazzi avranno certamente vissuto guardando la diretta. Ci sarebbe piaciuto fossero li per potere festeggiare con loro come immagino sarebbe piaciuto a loro. Sono certo che questa è solo una prima volta e che non mancheranno occasioni in futuro. Nel frattempo: congratulazioni vivissime ragazzi, siete stati grandi!

Si chiude la prima gara stagionale ma contrariamente ad altri anni, non ci sarà la solita lunga pausa tra questo prologo e l’inizio della stagione competitiva vera e propria: quest’anno il calendario è più omogeneo e ci vedrà protagonisti gia il mese prossimo in Austria, al Meat, Smoke and Beer on Ice nella inconsueta location di Weissensee sulla superficie di un lago ghiacciato.

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