Il Nostro Wild West Fest

Il Nostro resoconto della gara di Medvode

Una strada in uscita da una rotonda di Medvode, un piccolo paese a ridosso della capitale Lubjana, va via via restringendosi fino a scomparire in una curva nascosta da una rigogliosa vegetazione, per poi riaprirsi improvvisamente su di un ampia distesa verde brillante. Un largo prato di fittissima erba rasata alla perfezione esaurisce il suo dolce declinare sullo sponde del lago Zbilje da cui si affaccia lento l’elegante candore del nuoto dei cigni. Un traliccio in stile vagamente indianeggiante che fa da valico d’ingresso alla recinzione posta tutt’intorno, riporta un banner con il nome del Wild West Fest, confermandoci che siamo arrivati a destinazione. Improvvisamente ci risulta più chiaro il motivo dell’appellativo “Wild West”: un recinto con dei cavalli, un toro meccanico, tronchi di legno posti a sgabello intorno ad un fuoco e una pista per balli country affiancati dai soliti stand di magliette, salse e souvenir e dagli immancabili gazebo streetfood e birra artigianale, facevano da frontespizio al campo gara, con i team posizionati in un’ariosa disposizione a “U”. Proprio dietro al campo, si intravede l’ottima pizzeria/birreria/caffetteria che ha ospitato i nostri pranzi e le nostre cene del weekend a definire i contorni di un quadro reso ancora più bello da un meteo splendido che ha giustamente premiato gli sforzi organizzativi di Milan Stjepanović e della Slovenian BBQ Society.

Il Wild West Fest si è rivelato un grande successo, organizzativo e di pubblico ed è stato davvero bello farne parte. Dal punto di vista sportivo si trattava di una di quelle gare “rognose”: 21 team partecipanti, quindi non grandissima ma con tutti nomi piuttosto difficili, in buona forma o con numerose vittorie alle spalle. E’ una di quelle gare estremamente livellate che ci capitano sempre più spesso, in cui finire ai primi posti o a metà classifica è una questione di una manciata di punti in più o in meno. E’ ancora maggiore quindi la soddisfazione per aver portato a casa un 2° posto Ribs, un 1°Pork e un 1° Brisket che ci hanno regalato il nostro secondo Reserve Grand Champion della stagione, per di più di fila. Purtroppo un errore sul pollo ci ha penalizzato molto a conferma che in una gara a questi livelli non ci si può permettere nemmeno una sbavatura. Siamo molto felici del fatto che se non abbiamo potuto essere noi i Grand Champion, questo titolo sia andato ai nostri amici Friuli Violent Grillers, dei bravissimi ragazzi che rappresentano un po la nuova leva del barbecue nazionale e che festeggiano cosi nel migliore dei modi la loro recente estrazione per partecipare al Jack Daniels Invitational 2018, oltre ad essersi guadagnati il primo gettone stagionale per l’edizione 2019. Complimenti ragazzi!

L’ultimo episodio da segnalare è una curiosa scommessa proposta dal buon Faustino in attesa delle premiazioni: “chi finisce primo di categoria fa il bagno nel lago Zbilje, se facciamo Grand Champion lo facciamo tutti e NUDI”. La giornata si è quindi conclusa con con una nuotata fuori programma di Fausto e del Cecca. Quasi quasi sono contento ci sia mancato quel punto e mezzo…. 😀

In conclusione, come di consueto, stiliamo la classifica dei migliori 5 ricordi che ci rimarranno del Wild West Fest 2018.

  1. Risultati. Con questa gara la nostra saga si arricchisce di un ulteriore nuovo capitolo. Se ci seguite da un po, sapete che ci piace prenderci in giro per un pizzico di sana “sfiga” che ci portiamo dietro nei risultati sportivi: siamo sempre ad un passo da un obiettivo, che poi puntualmente perdiamo per un niente o semplicemente perchè becchiamo la gara “perfetta” di uno dei nostri avversari. Il RGC di oggi va ad aggiungersi a quello del BardoQ, il che rappresenta indubbiamente un eccellente risultato di cui siamo contentissimi. Lo scorso aprile però dopo Bardonecchia sottolineavamo in modo più o meno scherzoso di come una nostra gara di ottima consistency con un secondo, un terzo, un quarto ed un sesto posto, generalmente sufficienti ad assicurare un primo posto generale, sia stata vanificata da una prestazione davvero straordinaria quanto difficilissima da realizzare degli Smoking Bad, in grado di assicurarsi due primi posti ed un secondo, relegandoci in seconda posizione. Al Wild West Fest stavolta siamo stati noi a ripetere quella incredibile performance ma ancora una volta non è stato sufficiente per vincere, superati per un punto e mezzo dagli amici FVG. L’asticella si è alzata ancora: il nostro prossimo obiettivo dovrà necessariamente essere quello di arrivare primi in tutte e quattro le categorie. Basterà per vincere? 😀Wild West Fest
  2. Pausa. Da quando il team si è formato, la pausa intercorsa tra l’ultima gara sostenuta, quella di Bardonecchia in aprile e quello dello scorso weekend in Slovenia, rappresenta il fermo più lungo in assoluto: quattro mesi che abbiamo necessariamente deciso di investire nella nostra attività lavorativa principale, con risultati che per altro ci hanno dato grandi soddisfazioni professionali. La vera novità che ha però inciso di più è stata che in questi quattro mesi per la prima volta il barbecue competitivo è stato completamente assente dai nostri pensieri, nessuna prova, nessuna pianificazione, nessun progetto, nemmeno parlarne. Non ne avremmo avuto il tempo ne le energie mentali. Semplicemente due settimane prima della gara ci siamo detti “Ad agosto c’è una gara in Slovenia, non molto distante. Siamo liberi? Ma si, andiamoci”. Vi sembrerà incredibile e io stesso non lo avrei mai detto ma al momento di ricominciare abbiamo fatto fatica a rimettere insieme i pezzi: i mille piccoli gesti e gli infiniti dettagli che costituiscono una preparazione del barbecue competitivo, che prima erano quasi automatici e venivano dati per scontati, improvvisamente non lo erano più e ci abbiamo messo più di quanto immaginate a fare mente locale e a riprendere da dove avevamo lasciato.Team3
  3. Deviazione. L’autostrada che da Gorizia porta a Lubjana disegna un percorso a formare una sorta di “U”: si scende in direzione Trieste, per poi risalire verso la capitale slovena. Nella giornata di venerdi caratterizzata da lunghe code a causa dell’esodo estivo, il navigatore ha pensato bene di farci uscire dall’autostrada in corrispondenza del vertice alto della “U” e farci ricongiungere con il vertice opposto, facendoci attraversare su strade urbane lo spazio che c’è nel mezzo. Logisticamente non si è trattata di una scelta particolarmente felice, essendo il percorso un susseguirsi di strade di montagna, strette e piene di curve, passanti tra paesini che obbligavano ad un velocità di crociera molto bassa. Sul momento ci siamo un po arrabbiati ma paradossalmente siamo poi stati molto felici sia successo: la deviazione ci ha permesso di vedere al tramonto la Slovenia autentica, quella più rurale, i piccoli borghi, le vecchie abitazioni con le cataste di legna in preparazione in vista dell’inverno, le chiese e le piazze oltre a boschi e paesaggi collinari letteralmente da togliere il fiato. Tutto ordinatissimo, pulito e mantenuto con estrema cura. La Slovenia è davvero molto bella, vi consiglio di vistarla se ne avete occasione.Location1
  4. Condivisione. Il Wild West Fest è stata per noi una gara molto speciale: scoperto che il nostro amico Angelo Pin dei Brig Boys stava vagliando la possibilità di presentarsi come giudice in Slovenia, gli abbiamo proposto di unirsi a noi creando una sorta di gemellaggio Brig-tenders. La proposta è stata accolta con grande entusiasmo e devo dire che si è trattato di un’esperienza davvero piacevole per tutti. Spesso sento dipingere le squadre barbecue come strette custodi dei propri segreti tecnici e in piccola parte questo può essere anche vero e legittimo: in gare in cui tutti preparano le stesse cose, con caratteristiche sostanzialmente simili è chiaro che la differenza la facciano i micro-dettagli e che quindi questo costituisca un valore significativo da tutelare. La cosa sorprendente (almeno per me) del weekend è stata invece la facilità di questa convivenza, probabilmente anche dovuta alla splendida persona che è Angelo: noi abbiamo mostrato tutto quello che facciamo a libro aperto, chiarendo anche alcuni passaggi chiave, lui di contro pur applicando integralmente il nostro metodo, sui nostri dispositivi e con i nostri seasoning, sulla preparazione è intervenuto in modo propositivo apportando del suo e quello che ne è venuto fuori è indiscutibilmente interessante per entrambi. Team1
  5. Cocktails. Non sappiamo come, non sappiamo perchè ma ci è capitato più di una volta che in modo del tutto casuale una nostra competizione sia stata contraddistinta da una bevanda alcolica in particolare. Dovete sapere che in questa gara ci accompagnava il nostro amico Mattia, una presenza piacevole e sempre discreta che a questo giro ha avuto un’ideona: si è portato dietro un tavolino pieghevole e un contenitore refrigerato con tutto il necessario per inondarci di cocktails per tutto il weekend. Se al nostro primo BardoQ il cocktail emblema della gara era stato il Gin Tonic, al Brew’n’Q il buonissimo Sidro Inglese e al Meat, Smoke and Beer on Ice il Kraken, il Cocktail che mi ricorderà per sempre il Wild West Fest è stato il CranTonic.Cocktail

La nostra quinta gara stagionale è terminata con tanto divertimento e un ottimo risultato. Conoscete ormai il leitmotiv di quest’anno: non sappiamo se ce ne saranno altre nel nostro prossimo futuro ma continuate a seguirci e sarete i primi a saperlo 😉

Scritto da
Altri articoli scritti da Boss

Cuba Libre Beef Jerky

Jerky al Rum e Cola Conoscete il Cuba Libre, vero?  Significa "Cuba...
Leggi tutto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *