Fare Streetfood con i Mad for BBQ

Mad for bbq

Esperienze e Confidenze del Team di Rimini

L’attività di catering è quasi un’appendice naturale per una squadra barbecue. E’ il punto di partenza più ovvio e coerente per auto finanziarsi le competizioni e l’esperienza di squadre del nord Europa ancora prima della nostra, ci insegna come si tratti di un’attività che possa nel tempo addirittura trasformarsi nel lavoro prevalente se sviluppata adeguatamente. Personalmente bazzico il barbecue nazionale fin dai suoi primi vagiti e penso di poter essere considerato uno dei “vecchietti” di questo micro cosmo. Tra i vantaggi che questo comporta, c’è stata la possibilità di aver conosciuto e in qualche caso addirittura portato a battesimo molti dei team Barbecue italiani. Tra questi ricordo con particolare piacere quello  dei Mad for BBQ.

I Mad (acronimo dei nomi dei suoi fondatori Michele, Andrea e Danilo) sono di Rimini ma la prima volta che li ho incontrati qualche anno fa è stato ad un corso che avevo tenuto ad Ancona, quando ancora non erano un team e forse proprio nel primo corso barbecue per loro, Oggi avevo voglia di parlarvi di Streetfood e mi è venuto in mente di farci quattro chiacchiere, affinché vi raccontino la loro esperienza sul campo. Perché proprio i Mad for BBQ, vi starete chiedendo voi. Effettivamente di squadre che fanno catering barbecue ne conosco molte. A livello qualitativo vanno sicuramente menzionati gli SPQR, davvero un riferimento in questo senso, ma anche gli Smoke’n Fire dell’amico Facchi, soprannominato scherzosamente Aaron Facchi per l’alto livello del suo Brisket ma anche il Q-King di Alessandro Ciulla e molti altri che sarebbe troppo lungo qui elencare. I Mad però rappresentano qualcosa di diverso, di unico per certi versi, quantomeno qui da noi.

Mad for BBQ

Partiamo dal presupposto che i Mad for BBQ sono uno dei primi team barbecue nati in Italia, vincitori tra le altre cose della categoria Pork della prima edizione dell’Italian Barbecue Championship ma sono anche stati tra i primi ad intravedere le potenzialità di un attività catering barbecue fatta “sul serio”, ad abbandonare di fatto le gare per buttarsi completamente nella nuova avventura facendone il proprio lavoro principale. Due sono le cose che mi hanno sempre stupito di loro. La prima è la chiara visione che avevano della cosa fin dall’inizio: hanno costituito da subito una società di capitali e hanno programmato una serie di investimenti strutturali nel tempo, reinvestendo i propri guadagni in modo continuativo. Oggi credo che i Mad for BBQ siano tra le attività catering barbecue meglio strutturate ed organizzate che abbiamo in Italia. La seconda è che operano con un’identità estremamente definita: I Mad fanno american barbecue ma che strizza l’occhio ai gusti italiani, in particolare modo alla loro regione di provenienza; i Mad parlano poco agli utenti dei social e lavorano moltissimo sul passaparola nato sul campo; i Mad fanno anche catering privati ma sono molto orientati ed organizzati per gli eventi pubblici, streetfood in particolare, arrivando a padroneggiare anche manifestazioni di portata nazionale, con affluenze considerevoli.

Conosciamoli meglio

1. Da quanto tempo vi conoscete e quando e come è nata MAD for BBQ?

Ciao Marco, grazie per la domanda, in effetti la nostra è una amicizia di notevole durata iniziata ben prima che nascesse la MAD for BBQ. E’ iniziato tutto per gioco, noi siamo di Rimini e alla fine della giornata in spiaggia è sempre bello organizzare delle grigliate con gli amici che sono diventate sempre più un appuntamento ricorrente e con sempre più partecipanti. La scintilla è nata nel momento in cui abbiamo comprato il primo MT Weber e abbiamo iniziato a capire la differenza tra fare Grilling e fare Barbecue.

L’embrione della MAD for BBQ è nato in quei contesti e si è tradotto in realtà durante il corso CBJ di Verrua Savoia, tenutosi nel 2014.

2. E’ stato difficile cominciare? Avete iniziato in “sordina” con un’attrezzatura di base reinvestendo pian piano o avete investito capitali importanti fin da subito?

La MAD for BBQ è partita con le cautele del caso, investendo una parte minima dei nostri capitali e cercando di reinvestire quello guadagnato in maggiori e migliori attrezzature. Le attrezzature utilizzate inizialmente per gli eventi erano personali e parte attraverso sinergie con altre realtà più importanti. Crescendo, con i primi risultati economici ottenuti abbiamo provveduto a reinvestire i primi guadagni in nuove attrezzature.

3. Potete dare un’idea a chi ci legge degli adempimenti amministrativi, burocratici e sanitari ai cui siete dovuti andare incontro per iniziare?

Marco, come ben sai, in Italia, la parte più complicata non riguarda l’apertura di una attività commerciale alimentare dal punto di vista amministrativo, ma è legata a tutti gli aspetti burocratici che riguardano la manipolazione degli alimenti (compresi corsi specifici e attestati e manuali di autocontrollo, HACCP ecc.), gli aspetti legati alla sicurezza (DvR, primo soccorso e antincendio) e la continua formazione obbligatoria di tutti i collaboratori.

Mad for BBQ4. Si tratta di un lavoro molto impegnativo, soprattutto in stagione. Quanto è difficile far convivere business e amicizia in condizioni di stress?

Durante periodi lavorativi piuttosto impegnativi, abbiamo avuto momenti in cui la stanchezza e la tensione hanno creato momenti di attrito tra di noi. Grazie, comunque, all’amicizia che ci lega da anni, abbiamo sempre trovato il modo di superare ed appianare queste divergenze.

5. Siete tra quelli che reinvestono di più in attrezzature e comunicazione on site tra le aziende specializzate che conosco. In percentuale quanto ritenete che questo ritorni in termini di comodità di lavoro e quanto in termini di valore percepito dal cliente?

Gli investimenti che abbiamo fatto in questi anni sono stati direzionati per avere attrezzature sempre più performanti e rendere il lavoro più pratico e “comodo”. A livello di marketing è fondamentale presentarsi nel modo migliore al cliente, puntando sulla nostra immagine come Azienda. Presentare adeguatamente il prodotto che vendiamo alla clientela, non è semplice, in quanto diversamente dalle altre realtà è difficile mostrare la preparazione dei prodotti che vengono cotti in maniera completamente “nascosta” all’interno dei barbecue.  

6. Il settore in cui lavoriamo è altamente stagionale, questo è risaputo e rappresenta una delle sue criticità. Avete rilevato dei cambiamenti in questo senso da quando avete iniziato?

Il barbecue è legato con un doppio filo alla stagione estiva e questo sicuramente è un punto critico. Negli anni, però, deboli segnali di destagionalizzazione li abbiamo notati attreverso contatti con altre aziende con la necessità di organizzare al loro interno eventi di vario genere, pertanto possiamo dire che durante il semestre estivo la nostra attività è prevalentemente rivolta ad un pubblico B2C e nell’altro semestre ad un pubblico B2B. Inoltre grazie alla comunicazione di massa e gli investimenti fatti dai player più grossi abbiamo notato di come sempre più pubblico si approcci a questo mondo anche durante i mesi invernali.

7. E in termini di cultura del cliente nei confronti del barbecue, rilevate delle evoluzioni?

Durante gli eventi che facciamo e le fiere in cui siamo presenti, sempre più persone si avvicinano sapendo già qualche cosa sul mondo del barbecue e sui suoi prodotti più conosciuti. La televisione con i programmi sul barbecue e i siti specializzati hanno aiutato a diffondere la cultura di questa realtà. A volte capita di trovare persone, che si avvicinano anche solo per chiedere qualche consiglio su come preparare varie ricette o su quale sia il miglior metodo di cottura per una fiorentina o anche solo per avere maggiori delucidazioni sull’uso dei Barbecue avendoli recentemente acquistati.

8. Per quella che è la mia percezione, voi siete davvero molto bravi a presentarvi e a comunicare sul posto e nei confronti del cliente. Di contro avete un’attività abbastanza contenuta sui social e on line in genere. Si tratta di una strategia ben precisa?

Bella domanda, in Italia esistono già belle realtà che riescono a comunicare e divulgare bene il know how del Barbecue sui Social e su Internet, noi abbiamo deciso di utilizzare i nostri canali social per comunicare, a chi ci segue, i nostri appuntamenti pubblici dove poter gustare le nostre preparazioni e il nostro sito lo abbiamo strutturato in modo tale che sia raggiungibile facilmente da chi è in cerca di un catering per qualsiasi tipo di evento e in qualsiasi zona d’Italia.

9. Mi sembra che la vostra offertasi sia stata costruita per essere maggiormente orientata all’evento pubblico che a quello privato. Cosa ne pensate? Si tratta di una strategia impostata all’origine o una conseguenza di come si è evoluta la vostra storia?

Come dicevamo in precedenza, abbiamo iniziato tutto perché ci piaceva organizzare eventi in spiaggia per un piccolo “pubblico” di amici. Con il tempo e con l’espansione della nostra attività, ci siamo sempre più avvicinati al mondo dello streetfood che ci ha impegnato in modo abbastanza importante. Non tralasciamo però, la parte catering che ci permette di proporre soluzioni anche “chiavi in mano” e ci permette anche di sbizzarrirci con preparazioni diverse dallo standard.

10. Una delle vostre ricette più conosciute è la PPP. Come è nata? In generale siete riusciti a coniugare una tecnica di matrice straniera con elementi della vostra territorialità. Quanto ritenete che il legame con la vostra terra sia importante per il vostro successo?

In realtà, Marco, si chiama TriplaP “Pulled Pork Piadina” ed è nata nel momento in cui, durante una serata tra amici, abbiamo deciso di “sperimentare” il pulled pork americano nella romagnolissima piadina. Ed è stato un esperimento riuscitissimo tant’è che è stata subito inserita tra i piatti che proponiamo. Altri legami con prodotti tipici del nostro territorio sono le carni di Mora Romagnola, il vino Sangiovese e birra artigianale di Rimini. 

In questo modo possiamo portare in giro per l’Italia nei vari streetfood o eventi un po’ della nostra terra. 

11. Fate il nome di uno dei piatti che vendete di più e che fareste volentieri a meno di fare e di uno che invece avrebbe probabilmente poco successo commerciale ma che vi piacerebbe molto introdurre a menù

Uno dei piatti che porta via più tempo e che sicuramente amiamo meno preparare sono le alette di pollo, più che altro perché le quantità da preparare assumono volumi enormi. Puoi immaginare cosa voglia dire preparare le alette per 500 persone! Il piatto che ci piacerebbe aggiungere nel nostro menù è la flank steak che però per il tipo di preparazione e cottura non è assolutamente adatta agli eventi streetfood. Ci capita, però, di proporla e prepararla per altre occasioni con un’ottima risposta da parte dei clienti.

12. Il vostro video promozionale basato sulla parodia del telefilm A-Team è una delle iniziative più divertenti ed efficaci che abbia visto. Come è nata l’idea?

Probabilmente il “problema” è la nostra età anagrafica… Tutti e tre siamo cresciuti guardando i telefilm americani degli anni ’80 e l’A-Team tra i tanti è quello che ci ha divertito di più. Per il prossimo filmato e magari il prossimo furgone stiamo vagliando tra diverse idee… chissà… forse Starsky & Hutch, Bo & Luke, le Charlie’s Angels, Automan ecc ecc… chi ci seguirà lo scoprirà.

13. Alla fine per chi vive la nostra passione, questo è un lavoro ma è pur sempre anche un divertimento. Qual è l’aneddoto più divertente che vi ricordate di questi anni di attività?

Rimanendo in tema filmato, sicuramente la sua produzione è stato un momento veramente divertente. Tra le varie scene tagliate, e quelle rifatte ci siamo divertiti non poco..

14. Quali progetti hanno i MAD for BBQ per il futuro?

In mente abbiamo tanti progetti ai quali cerchiamo di dare delle priorità, alcuni in fase embrionale, alcuni in fase più evoluta ed altri che prevedono la collaborazione con altre realtà. E come spesso accade, alcuni progetti che sembrano fattibili o pronti per partire si arenano per problemi di varia natura, invece altri ai quali inizialmente dai poco credito decollano con risultati inaspettati. 

Grazie mille ragazzi, in bocca al lupo. Ci si vede sicuramente davanti ad un TriplaP in uno dei vostri eventi Streetfood.

Mad for BBQ

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