Il Nostro Smoke in Schlieren

In nostro resoconto della gara in Svizzera

Dopo un anno e mezzo di pausa finalmente una gara KCBS torna in Svizzera, una delle prima nazioni ad ospitarne una, con una tradizione che risale al 2015. Quella storica edizione in particolare evoca un ricordo molto vivo in molti rappresentanti storici del barbecue italiano: si trattava di una delle prime gare nell’Europa meridionale e una facile opportunità a pochi passi da casa per i team del nostro paese per poter gareggiare ad un costo di trasferta contenuto, e che infatti si sono ritrovati numerosi in una piovosissima Brugg, riuscendo nonostante tutto a fare festa come spesso ci accade. Tornare in Svizzera è quindi sempre un piacere, a maggior ragione in questa occasione che il calendario ha voluto essere l’ultima gara della stagione 2018, quindi se volete una sorta di cerimonia di chiusura a cui si partecipa sempre volentieri. Se vi ricordate, la stessa cosa era capitata lo scorso anno a Tallya, in Ungheria lo scorso anno. Lo scenario in questa occasione è oggettivamente meno poetico e suggestivo rispetto alla bellissima regione vinicola del Tocaji del 2017 e ci vede arrivare nel moderno contesto urbano di un piazzale nel quartiere tecnologico della città di Schlieren nel canton di Zurigo, Svizzera del nord. La location ha comunque avuto modo di offrire parecchi spunti interessanti con una piccola ma ben fornita area streetfood e un adiacente ordinatissimo parco pubblico con area intrattenimento bimbi. Il quartiere è inoltre sede di diverse aziende ch strizzano l’occhio al Hich Tech e che hanno colto l’occasione per un interessante open day, tra le quali la mitica Tesla. Smoke in Schlieren è stata una competizione piuttosto piccola con non più di 20 team ma molto ben organizzata: il piazzale dava immediato accesso a due forniti supermercati dotati di Free Wifi, un comodo e ampio parcheggio sotterraneo gratuito e riscaldato, wc chimici mobili che nelle 36 di gara saranno stati ripuliti dal personale almeno quattro volte e soprattutto quattro lavelli professionali con acqua calda, una comodità che nessuno più di un team barbecue che cucina per due giorni con grassi, salse e zuccheri può apprezzare. A questo aggiungete una carinissima cena d’atmosfera offerta ai team a base di fonduta e avrete un’idea dello sforzo organizzativo messo in piedi da Okker Cuiper e dalla sua squadra.

Sotto il profilo sportivo il Grand Champion è andato agli olandesi Parkstad Smokers e il Reserve ai nostri amici Dragon BBQ a conferma della loro grande stagione. Per le squadre italiane in gara si è trattata di una gara di sostanza con buone performance da parte un po’ di tutti e piazzamenti compresi nella parte “di sinistra” della classifica. Portiamo a casa due ottime walk su Ribs () e Pork () e un sesto posto overall, e forse qualche rammarico, convinti di aver dato nell’insieme delle quattro categorie una prestazione davvero eccellente, tra le migliori e più consistenti del nostro recente passato. Ma si sa, queste sono le gare.

Prima di chiudere il post e la stagione agonistica elenchiamo come sempre la classifica dei cinque ricordi che portiamo a casa da Schlieren. Si è trattato di un weekend molto divertente e la scelta dei 5 vincitori non è stata semplice. L’ormai consueta serata con gli Italian Style a base di polenta, cotechino e le immancabili torte di Chiara, la prima volta di Stefanie dei Dragon BBQ nell’esprimersi nella eterna guerra tra Pandoro e Panettone, la scoperta del magico e insospettato incontro tra fonduta svizzera e il Calvados, le risate per “Bistecca e Wurstel” inventata durante il pranzo, cosi come tanti altri momenti vissuti a Schlieren verranno ricordati con piacere ma la nostra personalissima top five è la seguente:

  1. Dazi doganali. A fronte di pregi indiscutibili, uno dei motivi che rendono meno appetibile la partecipazione ad una gara in Svizzera è indiscutibilmente il dazio doganale. In Svizzera esiste un pesantissimo contingentamento alle merci in ingresso con pesanti dazi da pagare per ogni quantitativo eccedente il limite personale, fissato a soglie ridicole. Chiaramente i limiti sono fissati nell’ottica di penalizzare l’importazione commerciale di prodotti esteri e non il consumo personale ma resta il fatto che ogni anno bisogna battagliare per spiegare ai doganieri che stiamo partecipando ad una competizione barbecue e che tutta quella carne verrà cotta nel giro di 48 ore, facendogli vedere l’iscrizione alla gara, la prenotazione del hotel e via dicendo. Chiaramente non abbiamo mai nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di pagare i dazi. Quest’anno il sistema suggerito dall’organizzazione è stato di utilizzare una apposita App per le dichiarazioni doganali, riportare peso e tipologia della carne importata e pagare i dazi che poi correttamente l’organizzatore si impegnava a restituire una volta giunti in loco. Ebbene a conti fatti 4,8 Kg di Brisket, 7,1 Kg di Boston Butt, 5,9 di Ribs, un kg scarso di pollo e 2,5 Kg di Tronchetto di Manzo che ci siamo portati dietro per la “merenda”, con il numero di persone che occupavano il veicolo, davano un’importo doganale di 420 €, molto di più del valore stesso della merce. In un’epoca in cui si discute tanto dell’opportunità di uscire dall’Europa varrebbe la pena provare a ricordarsi cosa voleva dire una volta vivere in un continente con cosi tanti stati indipendenti senza l’opportunità della libera circolazione di persone e merci.Carne Schlieren
  2. Vaniglia e Caramello. Nei nostri catering offriamo un servizio caffè a fine pasto che si appoggia ad un fornitore che oltre a tre macchine in comodato gratuito, ci da il servizio completo di tazzina-cucchiaino-zucchero compresi nel cartone di acquisto delle capsule. Ogni cartone è generalmente misto di capsule di vari crù ai quali si aggiungono in piccola quantità delle capsule di caffè aromatizzato alla Vaniglia o al Caramello, abbinate generalmente alla consumazione di un dessert. Quando è arrivata l’ultima fornitura, avevamo ancora degli avanzi della precedente nel cartone, che quindi abbiamo iniziato a portaci dietro ad uso personale per praticità. La stessa cosa abbiamo fatto in questa gara in Svizzera, accorgendoci però solo a Schlieren che avevamo consumato nelle occasioni precedenti tutte le capsule di caffè “normale” e che nel cartone erano rimaste solo due confezioni di quello aromatizzato. Considerando che siamo gente da almeno una decina di caffè al giorno, potete provare ad immaginare come le nostre lingue potessero essere impastate di Vaniglia e Caramello ora della domenica sera.Caffe Schlieren
  3. Paese che vai, Streetfood che trovi. Anche in altre occasioni abbiamo detto che un format che funziona molto bene a livello di appeal nei confronti del pubblico nelle competizioni barbecue è l’abbinamento con un’area streetfood in parallelo. Lo confermiamo anche questa volta, pur nel piccolo di una manifestazione abbastanza contenuta. Quello che siamo abituati a vedere sono però dei trucks convenzionali e di solito banalmente legati ai piatti canonici dello streetfood americano più sdoganato (hamburgers, hot dog, pulled pork sandwich, ecc.) sebbene esistano delle piacevoli eccezioni che contribuiscono a generare interesse e curiosità e che alla fine sono l’espressione della vera identità del paese ospitante. Un esempio in questo senso dalle nostre parti è stato il War of Barbecue in cui si è potuto trovare trucks davvero particolari, espressivi del modo italiano di fare streetfood e che non ho più rivisto da nessuna altra parte. A loro modo anche i trucks di Schlieren hanno saputo stupirmi. Me ne sono rimasti in mente in particolare tre: il truck di specialità thailandesi, con un curioso piatto di carne di pollo chiuso tra due stecchi di legno e grigliato, quello di sole insalate, condite e arricchite con ogni genere di ingrediente e un curioso camioncino anni ‘50 interamente dedicato al caffè, una sorta di Starbucks su ruote.Streetfood Schlieren
  4. Mezzo anno in gara. In tempi non sospetti pronosticavo una direzione del barbecue europeo verso il professionismo, ovvero squadre sostenute dagli sponsor che gareggiano a ritmo di una competizione alla settimana. Siamo ancora chiaramente lontani da quel concetto, soprattutto sotto il profilo economico ma anno dopo anno vedo una sempre maggiore specializzazione dei team, sponsor sempre più presenti e disponibili e dotazioni tecniche sempre più avanzate e costose. Un ulteriore passo in questa direzione è stato fatto dai nostri amici Michael e Stefanie dei Dragon BBQ, arrivati con lo Smoke in Schlieren a 22 competizioni partecipate. Pensateci un attimo con attenzione: in un anno ci sono 52 weekend. Se togliete le dovute ferie e le feste comandate ne rimarranno disponibili non più di 45. Di queste 22, circa la metà sono state trascorse in gara. Davvero i nostri complimenti ai Dragon per aver raggiunto un traguardo per noi assolutamente impensabile, a maggior ragione oggi.Dragon Schlieren
  5. Una Tesla per tutti. Proprio dietro l’area streetfood c’era un concessionario Tesla e come spiegato in premessa, durante il weekend ha organizzato un open day con la possibilità di poter entrare in contatto con le auto del marchio, di poterle vedere all’interno, di poterle sentire accese e assistere alle manovre di parcheggio. Io e il buon Faustino naturalmente non ci siamo fatti mancare l’occasione. Il personale gentilissimo, ci ha aperto davanti un Modello X, fatto vedere la finiture, l’immenso schermo centrale acceso che controlla tutta l’auto e ci ha raccontato le caratteristiche principali. Chiacchierando con lui, mi ha molto meravigliato sapere che in Svizzera il modello S è la macchina più venduta nella sua fascia prezzo (90.000 €). Più o meno come se da noi anziché vedere BMW X5 e Porche Cayenne si vendessero principalmente auto elettriche (sebbene di lusso). E’ un dato che più di mille parole esprime la differenza di visione tra le due popolazioni.Tesla Schlieren

Un’altra bellissima stagione, la terza per noi, giunge cosi al termine. Ma giusto il tempo di ricaricarci e di passare il Natale grigliando e sarà gia ora del West! Ci vediamo li naturalmente, giusto? 😉

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