Il Nostro WEST V

Leggi il nostro Racconto Il Resoconto della gara di Riva di Tures

Ci sono appuntamenti che sono fissi a calendario. Ormai non te ne accorgi nemmeno più, ma se frequenti assiduamente il mondo del barbecue competitivo è quasi automatico che nella tua agenda magicamente appaia una casella rossa con sopra scritto “WEST”. Non ti ricordi nemmeno la fase di iscrizione, sebbene deve essere stata molto veloce considerando il fatto che i 30 posti vanno generalmente via in pochi giorni. Semplicemente arriva gennaio, ricomincia la stagione, riparte con il WEST e tu ne farai parte, come sempre. Eppure di motivi di ripensamento ce ne sarebbero mille, soprattutto dopo alcuni anni di militanza: per chi ancora non la conoscesse, il WEST è la gara più estrema dell’anno, svolta nel mese di gennaio a Riva di Tures, 1600 m.s.l.m. uno dei punti più freddi in cui è tecnicamente possibile fare barbecue. Veramente dura, credetemi.

Nonostante questo, il WEST ha sempre un’attrattiva incredibile. Non è solo il fascino dell’estremo come molti dicono ma l’insieme da tantissimi altri fattori che concorrono a formare il quadro di una gara unica nel suo genere. Tralasciando la bellissima Val Pusteria e la proverbiale capacità ricettiva dell’Alto Adige, con la sua spettacolare cucina rustica accompagnata da un’immancabile birra e il calore del legno e delle Stube dopo una giornata passata sulla neve, sono convinto che l’attrattiva per chi partecipa abbia in buona parte un significato di natura tecnica. Riprendiamo un nostro classico parallelismo, quello con il circuito di F1: una delle tappe più affascinanti è il Gran Premio di Montecarlo ma se si analizza la gara in se non ce ne dovrebbe essere motivo. E’ un circuito cittadino di quelli di un tempo, scomodissimo che passa rasente alle case e ai palazzi nel quale è quasi impossibile sorpassare. Cosa cavolo avrà di cosi bello? Il fatto che la gara si svolge in un contesto unico, bellissimo dove chi partecipa viene messo a dura prova non solo a livello tecnico ma anche strategico, una gara a zero margine di errore, una sfida alla bravura dei partecipanti. Il WEST ha per certi versi una connotazione simile, in cui alle mille variabili già presenti in una normale gara, se ne aggiungono almeno altrettante relative alle condizioni. E’ una sfida alle tue capacità, sapendo in partenza che puoi passare in un niente dalla gloria all’anonimato o viceversa per una questione di sfumature. In questo senso basta penare alla classifica di ieri sulla categoria Pork: i primi 5 hanno un punteggio compreso all’interno dei decimali successivi al numero 177. In altre parole su 180 punti disponibili, i primi 5 in classifica hanno preso uno score di 177 e la differenza è stata nei decimi e in alcuni casi nei centesimi di punto. A questo aggiungete una capacità organizzativa dei MIG davvero notevole, che senza farsi notare riesce a non farti mancare nulla in condizioni in cui ti mancherebbe naturalmente tutto.

Dal punto di vista sportivo siamo in una fase dissociata, alternando grande soddisfazione ad altrettanto rammarico. Portiamo a casa un grande doppio primo posto nelle categorie Pork e Brisket e una call (8i) nelle Ribs. Purtroppo come molti di voi gia sapranno, sul pollo abbiamo fatto harakiri gestendo molto male una strategia attendista basata sulla consegna negli ultimi minuti. L’abbiamo attuata moltissime altre volte con buoni risultati ma purtroppo come gia ci era successo se vi ricordate, in Olanda nel 2016, a questo giro abbiamo sbagliato e ne paghiamo le conseguenze: siamo arrivati alla consegna a tempo limite gia scattato, quindi niente turn in e niente classifica overall. C’è molto dispiacere e la forte sensazione di sentirsi dei coxxxxxi ma purtroppo non si può tornare indietro ed è inutile stare a piangere sul latte versato, tenteremo di rifarci la prossima volta. Al West per il secondo anno di fila  si è avuta anche la gara SCA, destinata principalmente alla cottura delle bistecche e di una categoria ausiliaria, quest’anno dedicata agli Hot Dog. Noi prendiamo sempre questa partecipazione come un gioco, puntando chiaramente la nostra presenza alla gara KCBS del giorno dopo. Portiamo comunque a casa un buon 6° posto con il nostro Chily Cheese Dog su una cottura che comunque ci ha divertito molto.

E’ comunque il momento della nostra consueta classifica dei cinque migliori ricordi che ci rimarranno di questa quinta edizione del WEST:

  1. A questa edizione rispetto alle precedenti sono stati aggiunti degli streetfood trucks. Una bella idea certamente molto apprezzata dal publico. Tra i trucker presenti c’erano due gruppi di amici, per altro storici partecipanti del WEST: i Burros che proponevano una versione take away degli eccezionali tortellini in brodo modenesi che tante volte in questi cinque anni hanno riscaldato le nostre notti a Riva di Tures e i MAD con il loro ormai affermatissimo (ed organizzatissimo) streetfood barbecue in chiave riminese. Fa un certo effetto vedere lo splendido packaging usato dai Burros o l’ormai attrezzatissima postazione dei MAD e ripensare alle prime partecipazioni insieme, con gazebo che volavano al primo colpo di vento, un paio di WSM, un fuoco, tanta voglia di stare insieme e davvero poco altro. E’ la fotografia di uno spaccato che mostra un settore in piena evoluzione con un giusto e fisiologico ricambio generazionale sul lato competitivo.Streetfood West
  2. Una delle incognite più grandi che ci possono essere al West come è intuibile, è la condizione meteo. Durante gli anni ne ho viste principalmente tre. Quella tutto sommato più confortevole anche se un po rischiosa è la neve. Se nevica non ci sono meno di -2/-3 gradi, praticamente i tropici per quelle altitudini. Chiaro che non deve nevicare troppo altrimenti distrugge gazebo e qualunque altra cosa di provvisorio sia stata montato. La peggiore è invece la bufera di vento. Il freddo viene percepito il doppio e non si vede ad un metro. Terribile, davvero. C’è poi la via di mezzo, ovvero il clima sereno che ha però come pesante conseguenza il raggiungimento di picchi di temperature più basse. Come l’anno scorso anche in questa edizione ci siamo trovati in quest’ultima condizione. E infatti, come l’anno scorso durante la notte si sono toccati i -23°C. Rispetto al West IV però il cielo è stato incredibilmente più terso e il risultato è quello che potete vedere nelle foto a scorrimento: panorami letteralmente da togliere il fiato che ci hanno circondato durante tutto il tempo della gara, una sensazione davvero incredibile.Panorama West
  3. Quando abbiamo deciso di partecipare alla categoria HotDog della SCA abbiamo pensato ad un qualcosa di adatto al clima e al contesto. Volevamo qualcosa che rappresentasse quindi un comfort food, di corroborante e appagante più che sfizioso. Abbiamo cosi pensato ad un buon Hot Dog con würstel artigianale ma con del saporito e caldo chili versato sopra e del formaggio stagionato di malga a scaglie da far fondere sulla superficie. Un Chili Cheese Dog insomma, credendo in questo modo di fare gli originali. Dagli assaggi fatti dalle preparazioni dei molti amici presenti in gara, ci siamo accorti molto in fretta che eravamo dei dilettanti: abbiamo assaggiato cose incredibili, dal hot dog con guacamole fresca e nachos caldi sbriciolati ad uno con salsa barbecue al fondo di cottura, cubettini di ananas marinati al whisky e jalapeno e cipolla caramellata crunchy. Alla fine la vincitrice ha presentato un semplice hot dog: pane e würstel e senape. Stop. A volte la semplicità…
  4. A questa gara era presente il nostro amico Fabrizio, appassionato di cucina in senso trasversale con una formazione di base davvero completa e variegata. Tra le tante passioni, Fabrizio ha anche quella di insaccare in casa e a questo giro ha pensato bene di portare qualche sua creazione da condividere con noi e con tutti gli ospiti che sono venuti a trovarci nel gazebo in questi due giorni. Tra le tante salsicce vale la pena ricordare quella al Roquefort, quella al Chorizo e quella alle erbe mediterranee ma quella che ha vinto a mani basse a parere di tutti è stata quella al Aji Amarillo e Cheddar. Accompagnato da senape semiartigianale e pretzel è una stata delle migliori “merende” che ricordi di aver mangiato sui campi gara.Salsicce West
  5. Sopra abbiamo citato alcune delle motivazioni che rendono il West una gara cosi interessante. A queste c’è da aggiungere un’atmosfera decisamente più internazionale rispetto ad altre gare italiane. La posizione, ad immediato ridosso dei confini agevola certamente la partecipazione da parte di team austriaci, tedeschi, svizzeri anche se è molto frequente vedere anche olandesi, belgi, ungheresi. Addirittura quest’anno era iscritta una squadra Svedese. Senza nulla togliere alle squadre nazionali, tutte formate da grandi amici che rivediamo sempre molto volentieri, le squadre che in Europa abitualmente puntano in modo attivo al ranking, ovvero quelle che partecipano ad almeno 5 o 6 gare da qualche anno, sono bene o male sempre le stesse. Ci si conosce un po’ tutti, alcuni anche da 5 anni ed il West è indubbiamente l’unica occasione per rincontrarci in queste proporzioni all’interno dei confini italiani. La realtà è che se piace questo tipo di ambiente, il WEST è oggettivamente la più meridionale tra le grandi gare classiche europee e se vuoi riassaporare a due passi da casa quelle magiche atmosfere vissute al BBQ Society, al Black Forest o al Brew’n’Q, rappresenta un’occasione unica. Questa edizione in particolare sarà una di quelle che ricorderò tra le più “internazionali” in assoluto, in cui tra i “vecchi” del barbecue italiano oltre a noi c’erano solo gli amici Bros Hog e gli stessi Burros.Camp Gara WEST

Iniziata ufficialmente la stagione al WEST, aspettiamo la prossima gara. Quando sarà? Ormai conoscete il leitmotiv: non lo sappiamo nemmeno noi, continuate a seguirci e sarete i primi a saperlo.

Alcune foto sono state prese liberamente da post di amici su Facebook. Se qualcuno non lo ritenesse di proprio gradimento, lo invitiamo a contattarci e rimuoveremo immediatamente quelle di sua proprietà. Ringraziamo tutti gli altri per il gentile contributo.
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